Dopo sei anni nei territori (2001-2006) il lavoro svolto dalle diverse compagnie nei luoghi della Città avevano prodotto una quantità enorme di materiale e risultava ormai impellente un confronto tra le diverse modalità di lavoro che andasse oltre lo scambio di materiali o l’organizzazione di seminari su metodologie e risultati (artistici e di comunità).
Da qui l’idea di un Coordinamento che avesse i seguenti obiettivi:
- creare un progetto di intervento che coinvolgesse tutti gli abitanti incontrati negli anni
- avviare un processo formativo che permettesse alle compagnie un salto di qualità nella metodologia di lavoro e nella creazione degli eventi.
Per raggiungere i suddetti obiettivi il Coordinamento ha dunque pensato di creare uno spettacolo partendo dal materiale raccolto affidando la direzione artistica ad un artista esterno di cui tutti riconoscessero la grande qualità artistica e professionale e che condividesse la nostra poetica. La scelta è ricaduta sul Théâtre du Soleil di Parigi diretto da Ariane Mouckine (Leone d’oro alla Carriera al Festival di Venezia del 2007) e in particolare su Duccio Bellugi Vannuccini che ha abbracciato con entusiasmo il nostro progetto coinvolgendo Olivia Corsini e Serge Nicolai.
Le Compagnie afferenti al Coordinamento hanno convogliato in un unico laboratorio e spettacolo il proprio bagaglio di conoscenza che era il seguente: Un teatro che ha voluto alimentare il senso della comunità recuperando il valore del rito, la matrice antropologica, la curiosità di avvicinare culture e modalità di comunicazioni differenti a partire dagli stimoli offerti dalla vita quotidiana.
I luoghi della città dove sono stati realizzati progetti, avviando laboratori e relazioni significative, costruendo eventi teatrali e percorsi di comunità, ricostruito la storia delle fabbriche, valorizzato l’identità sociale e culturale di esperienze di lavoro che hanno significato per molti emancipazione, possibilità di miglioramento della propria condizione di vita ma anche fatica, sradicamento dai propri luoghi di origine, difficile integrazione, hanno ripercorso la storia della Resistenza, della ricostruzione nel dopoguerra, del miracolo economico, la storia dell’immigrazione degli anni ’60 e di quella attuale, dei conflitti culturali ed umani in atto.
Luoghi quali: Mirafiori Sud, Mirafiori Nord, Via Plava, Via Bologna, C.so Vercelli, Corso Francia, Via Artom, Parco Colonnetti, Via Cibrario, Via San Donato, C.so Taranto, Piazza Umbria, Piazza del Risorgimento, Scuola Primo Levi, Comunità San Luca, San Salvario, Piazza Montale, Le Vallette, La Bella Rosina, Zona Aeronautica, Via Vandalico, Parco Paradiso, Zona Lancia, La Falchera, La Spina 3, Basse di Dora, Borgo San Paolo, Via Frejus, Martinetto, Villaretto, C.so Tassoni, La Fiat, Porta Palazzo, Barriera di Milano.
Non dunque la ricostruzione attraverso i testi di storia relativi alla città affidata alla voce di attori ma l’intreccio tra materiali storici ed iconografici e le voci, le musiche, i racconti, le emozioni, le storie degli uomini e delle donne che le trasformazioni le hanno vissute.
Da tutto questo materiale e un lavoro di ricerca-azione durato due anni è nato lo spettacolo “Di Ciro il mod-ernista e di altre avventure” 45 abitanti, 23 scene che raccontano la storia di Torino dalla sua prima immigrazione veneta dei primi del ‘900 all’immigrazione dai paesi esteri di oggi andato in scena al Teatro Espace di Torino (2008) e al Maneggio della Cavallerizza Reale di Torino (2010).
Oggi, nel 2012 fanno parte del Coordinamento le associazioni Sguardi, Choròs e Scarlattine Teatro. In particolare Sguardi e Choròs hanno assunto questa tecnica come terreno principale – quasi esclusivo – di ricerca e lavoro. Ci sono altre realtà torinesi che si muovono nell’ambito della metodologia di comunità con le quali stiamo costruendo una rete progettuale quali il Play Back Theatre Alnair e il Gruppo di donne di Fachera. Con loro e con altre realtà della Circoscrizione 6 di Torino (anche non specificatamente teatrali ma che si occupino di sviluppo di comunità) quali l’associazione Marchesa, il Mamre, le Scuole di quartiere ed altre che incontreremo nel nostro cammino, vogliamo costruire, attorno al Teatro Marchesa, un polo di riflessione ed azione sulle metodologie di comunità.
Il Coordinamento organizza incontri, seminari con Istituzioni ed altre realtà territoriali ed effettua azioni di monitoraggio sulle realtà cittadine che utilizzano il mezzo artistico nel lavoro di comunità
